Cerreto nel «Proemio» al suo Dialogo harmonico afferma di averlo redatto in lingua napoletana piuttosto che toscana e che il napoletano fu da lui impiegato anche per i due trattati precedenti da lui pubblicati a stampa. Nonostante ciò, per quanto abbia letto il manoscritto, non sono stato in grado di comprendere la «napoletanità» della scrittura di Cerreto. Sostanzialmente, il trattato appare redatto in un italiano secentesco piano e molto comprensibile, con alcune tipiche grafie e ortografie delle quali ora andremo a discutere, specialmente in merito alla loro modernizzazione.
Tutti gli emendamenti apportati sono indirizzati a ottenere la maggior chiarezza possibile nella lettura del testo originale, pur senza cambiarne il senso. Resta chiaro che la nostra non è e non vuol essere una trascrizione diplomatica, oggi resa praticamente inutile dalla facile reperibilità di versioni in facsimile delle fonti originali. Pertanto, riguardo ai nostri interventi ortografici e sintattici, è meglio parlare di modernizzazione del testo piuttosto che della sua normalizzazione.
Interventi sui testi
Nei titoli delle opere, sia nella versione diplomatica sia nella versione abbreviata, si è lasciata l'ortografia inalterata.
Nelle poesie – le ottave che scandiscono il dialogo – si è normalizzato il testo, ma lasciando la sintassi e tutte le particolarità della scrittura di Cerreto inalterate.
Nella trascrizione del testo in prosa, si sono uniformati alle moderne consuetudini l'ortografia, l'uso delle maiuscole e della punteggiatura e si è cercato di modernizzare la sintassi senza modificare il senso delle parole originali. In particolare:
Si sono raddoppiate le consonanti, o viceversa, quando ritenuto necessario: «commodo» → «comodo»; «contrapunto» → «contrappunto»
Il gruppo «ti» seguito da vocale è sempre stato reso da «zi», come in «gratia» → «grazia».
Sono state eliminate tutte le h non necessarie: «havete» → «avete».
La congiunzione «et» → «e» o «ed».
Gli articoli e i pronomi sono stati normalizzati: «i studenti» → «gli studenti»;
«un'ottavo» → «un ottavo»; «li piace» – a seconda dei casi → «gli piace» o «le piace».
«Però» → «perciò», quando ne assume il significato.
«Contraponto» e «contrapunto» → «contrappunto».
Si è normalizzata la grafia delle preposizioni, congiunzioni e avverbi: «se bene» → «sebbene»; «tal hora» → «talora»; «de» → «di».
Si sono normalizzate, nei limiti del possibile, le coniugazioni dei verbi: «venghi» → «venga»; «furno» → «furono».
Si sono normalizzate le concordanze: «Si è notato queste parole» → «Si sono notate queste parole».
Si è normalizzato l'impiego degli apostrofi, soprattutto eliminando quelli non ritenuti eufonici: «grand'ingiustizia → grande ingiustizia», «de' buoni → dei buoni».
Si sono aggiunte, quando ritenuto opportuno, le vocali conclusive agli infiniti: «accomodar» → «accomodare».
Si sono normalizzati, quando necessario, i generi di alcune parole che possono creare ambiguità: «il fine» → «la fine».
le musiche
Negli esempi musicali, si sono mantenute le chiavi originali con la solo eccezione della chiave di baritono, che è stata trascritta – a seconda dei casi – come chiave di basso o di tenore.
I valori musicali e le altre peculiarità della pagina musicale originale sono stati mantenuti.