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Fuga doppia è quella quando si propongono più soggetti, quali poi si cambiano fra le parti di sopra e di sotto, cioè alla quinta, quarta e ottava o miste: il tutto sta in arbitrio del compositore. Queste fughe doppie si fanno particolarmente in due modi: il primo è che la parte che canta in conseguenza non imita il soggetto, ma ne propone un altro e così scambievolmente le parti modulano assieme i due soggetti. Il secondo è che la guida, dopo aver modulato il soggetto, aspetta un sospiro o mezza pausa, e sopra il conseguente si forma un contrappunto doppio, ovvero fuga, onde poi le altre parti scambievolmente modulano i due soggetti. Si dice fuga doppia perché la cantilena è fabbricata di più soggetti, ovvero perché in essa si trova un contrappunto doppio all’ottava, quinta, quarta o misto in più modi.
Dove il conseguente non imita la guida, ma propone, ovvero modula, un altro soggetto o fuga.


Secondo modo della fuga doppia.


Terzo modo della fuga doppia, dove si propone il soggetto nel terzo da una o due parti che modulano ad arbitrio del compositore.



Il modo di tenere 3, 4 e più soggetti nella cantilena, il curioso professore lo potrà vedere in diversi autori, particolarmente nella messa Sine nomine di Marco Scacchi il primo Kyrie è tessuto con tre soggetti, e il Christe è fabbricato con quattro.
Quattro soggetti servono per il più per toccate e sinfonie che per messe e mottetti, essendo più stimato un soggetto ben tirato che tre e quattro soggetti, avendo più campo il compositore di dilatarsi in questi che in uno solo, rimettendomi però in tutto e per tutto ai dotti di questa professione armonica.
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