Terzo libro – [Documenti:] |
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Concluderò questo libro con una tavola che dimostra il modo di intendere il valore di ciascheduna figura sotto qualsiasi segno.
| prolazione | tempo | [modo] minore |
[modo] maggiore |
[segno] | misura o pause | ||||
| perfetta | perfetto | imperfetto | perfetto | 81 | 27 | 9 | 3 | 1 | |
| perfetta | imperfetto | imperfetto | perfetto | 36 | 18 | 9 | 3 | 1 | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | perfetto | 27 | 9 | 3 | 1 | ½ | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | perfetto | 12 | 6 | 3 | 1 | ½ | |
| perfetta | perfetto | perfetto | imperfetto | 36 | 18 | 6 | 3 | 1 | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | imperfetto | 24 | 12 | 6 | 3 | 1 | |
| imperfetta | perfetto | perfetto | imperfetto | 12 | 6 | 3 | 1 | ½ | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | imperfetto | 8 | 4 | 2 | 1 | ½ | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | imperfetto | 36 | 18 | 9 | 3 | 1 | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | imperfetto | 24 | 12 | 6 | 3 | 1 | |
| imperfetta | perfetto | imperfetto | imperfetto | 12 | 6 | 3 | 1 | ½ | |
| imperfetta | imperfetto | imperfetto | imperfetto | 8 | 4 | 2 | 1 | ½ | |
| semibreve figura della prolazione |
breve figura del tempo perfetto |
lunga figura del modo minore |
massima figura del modo maggiore |
||||||
Si riguarderà alla prima descrizione delle parole che sta dietro ai segni del tempo e principiando da quelle prime parole che dicono: «prolazione, tempo maggiore o minore» si vedrà se il tempo è perfetto ovvero imperfetto, se vi è prolazione e se ci è modo. Per questo alla fine, che sono le ultime caselle di sotto, si sono poste le quattro figure maggiori, ovvero principali, acciò che vedendosi la massima si sappia che questa è figura del modo maggiore, la lunga del minore, la breve del tempo, e la semibreve della prolazione. Ma perché dopo i segni del tempo seguitano i numeri, dai più propinqui si vede quanto valga la massima, dai secondi la lunga, dai terzi la breve, dai quarti la semibreve della prolazione. Nota che i numeri i quali sono collocati appresso i segni del tempo dimostrano il modo maggiore e minore, conoscendosi per il numero ternario il maggiore e per il binario il minore. Il che è stato usato assai dai teorici antichi, come dimostra lo Zarlino, Zacconi, ecc.

Con il favore e aiuto di Sua D.M., e con la protezione e assistenza della Beatissima Vergine, Regina degli Angeli, sono arrivato alla fine di questa mia fatica, quale concludo e termino a suo maggiore onore e gloria mentre questa purissima madre è stata musica, anzi di musica ottima maestra, e tutta fu musica con divino artificio composta: «Ipsa est quasi carmen musicum, quod suavi, dulcique sono canitur». <nota> Ella è un’armonica sinfonia composta sulle righe delle virtù fra gli spazi della sua vita. La chiave è la grazia, note bianche sono le allegrezze che provò, note negre i dolori, bemolle la sua dolce misericordia, bequadro la quadrata costanza sotto la croce. I viaggi verso Betlemme e verso l’Egitto, passaggi e fughe rassembrano. E per sospiri ha gli accesi desideri. In lei si trova l’unisono della verginità, che fu sola tra le creature, la seconda della grazia e la terza della maternità.
In questa composizione mirabilissima per sentimento del padre Ghielmi, l’onnipotenza del Padre cantò del Soprano, sollevandola dalla massa dannata del volgo infetto alla purezza originale dello stato confinante all’angelico. La sapienza del Verbo vi cantò con voce di Basso, discendendo all’umiltà della sua carne, e indi profondossi fino all’ultima consonanza A la mi re, ovvero A LA MIseria dei REi condannati a morte. La bontà dello Spirito Santo fe’ la parte del Tenore, tenendola colla ferma perseveranza nella pienezza di tutte le grazie. Tutto il genere umano poi vi canta con voce di Contralto, mentre contro l’alterigia del Dragone infernale invoca il contraveleno della misericordia.
Né manca una moltitudine di strumenti, quali a coro pieno accompagnano la sinfonia. Poiché il salterio dei patriarchi, i flauti dei profeti, le trombe degli apostoli, i timpani dei martiri, le cetere delle vergini, gli organi dei dottori e i cembali accordati dei religiosi e secolari accompagnano con encomi consonanti le lodi e grandezze di Maria, acciocché non solamente «Omnis Spiritus laudet Dominum», ma ancora «Domina». nota>
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