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2. I segni musicali
2.1. I valori musicali
Nel Rinascimento si utilizzavano 8 valori musicali:

La fusa e la semifusa sono le nostre croma e semicroma, che nelle stampe potevano assumere anche questo aspetto: 
Nel corso del tempo si aggiunsero anche valori più piccoli delle semifuse, valori che ebbero forme dipendenti dagli stili impiegati dai diversi stampatori. Purtroppo, nelle stampe a caratteri mobili – in uso in Italia fino alla prima metà del secolo XVIII – i valori dalla croma in giù venivano stampati senza travature, ovvero ogni singola nota con la propria coda, rendendo la lettura difficoltosa, soprattutto quando si aveva a che fare con passaggi virtuosistici, come in questo esempio:

2.2. Le pause

La pausa di maxima (o massima) è rappresentata da due pause di longa, che a sua volta non è altro che l'unione di due pause di breve. La regola dice che uno spazio di pentagramma vale un «tempo» (parleremo in seguito del complesso significato del termine tempo), ovvero il valore di una breve: conseguentemente, una pausa di mezzo spazio varrà una semibreve, ma solo quando il semispazio occupato è quello superiore, altrimenti la pausa è di minima.
| alterazioni |
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bemolle |
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diesis – a volte utilizzato anche in funzione di bequadro |
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bequadro |
| altri segni |
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ritornello (repetitionis): si faccia attenzione al fatto che i due punti alla destra non sempre indicano l'inizio di un'altra sezione da ritornellare |
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signum congruentiae (convenientiae): viene utilizzato per indicare le entrate delle voci nei canoni o per indicare un punto in cui tutte le parti sono insieme |
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corona (generale): indica la conclusione del brano o di una sezione. La stessa funzione viene espletata dalla figura di longa, che perde così qualsiasi significato metrico |
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mostra (custos): posta alla fine del rigo musicale, indica l'altezza della nota successiva |
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