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5. Perfezione e imperfezione
I valori che sotto determinati segni di tempo sono perfetti – ovvero valgono tre volte i valori a loro immediatamente inferiori – possono essere resi imperfetti o mantenuti perfetti mediante l'applicazione di regole raggruppabili in tre categorie:
- regole connesse alla posizione relativa dei valori;
- regole connesse all'impiego del punto;
- regole connesse alla coloratura.
Il teorico veneziano Gioseffo Zarlino fornisce una chiara descrizione delle regole che governano la perfezione e l'imperfezione della massima, della longa, della breve e della semibreve. Si confronti Le istitutioni harmoniche (Venezia 1558), alle pagine 270-77. Noi, come già specificato in precedenza, prenderemo in considerazione solo i casi della breve e della semibreve (tempo e prolazione). Si faccia attenzione al fatto che solo i valori delle note possono essere resi imperfetti: sotto i segni che implicano la perfezione delle semibrevi, delle brevi, delle longhe e delle massime, le pause relative a queste figure non possono in alcun caso essere rese imperfette nĂ© tanto meno alterate.
Si tenga inoltre conto che, rispetto ad alcune situazioni particolari, i teorici non sempre concordano sulle regole da applicare. Questo riguarda soprattutto alcuni casi di notazione comuni nel Medioevo, ma ormai desueti nel Rinascimento.
5.1. Riguardo alla perfezione
Vediamo ora le regole secondo le quali la breve e la semibreve mantengono la loro perfezione.
Le note che possono essere perfette, lo sono per posizione o per la presenza del punto di perfezione.
QUANDO LA BREVE O LA SEMIBREVE…
1. Sono poste davanti a un'altra figura o pausa dello stesso valore, sono perfette
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Tutte le prime figure di ogni casella sono perfette, siano esse brevi o semibrevi. Si noti come il secondo valore possa essere rappresentato da figure bianche, nere o dalla relativa pausa. |
2. Sono poste davanti a ligaturae formate da valori a esse immediatamente inferiori o a due pause di valore a esse immediatamente inferiori poste sulla stessa linea, sono perfette
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Nelle prime due caselle la breve è davanti a ligaturae di due semibrevi (vedremo in seguito che cosa è una ligatura). Nella terza e nella quarta casella, le figure sono seguite da due pause di valore immediatamente inferiore segnate sulla stessa linea. Quest'ultimo particolare è importante, visto che modernamente la posizione delle pause sul pentagramma è irrilevante. |
3. Sono seguite dal punto di perfezione, sono perfette
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È bene specificare qui che il punto di perfezione è solo uno dei quattro tipi di punto impiegati nella pratica rinascimentale. Nel caso specifico, il punto di perfezione può essere omologato al punto di valore moderno. |
4. Fra di esse sono collocate due o tre figure minori, la prima delle maggiori sarà perfetta
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Per ora, bisogna prendere questa regola per come è detta; vedremo in seguito come a essa siano collegate altre regole importanti. |
5. Fra di esse sono collocate un misto di due o tre figure e pause dello stesso valore e ad esse minori, la prima delle maggiori sarà perfetta
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Si noti come nei punti 4 e 5 non si accenni volutamente al destino dei valori minori compresi tra i due valori maggiori, destino che soggiace a regole che saranno enunciate in seguito. Si faccia inoltre molta attenzione alla posizione delle pause, che non è interscambiabile. Infatti, invertendo la posizione tra pause e valori musicali, in alcuni casi la regola non è più valida (vedi punto 11). |
6. Quando nel tempo perfetto si porranno 5 o 6 semibrevi tra due brevi, la prima breve sarà perfetta
7. In modo analogo al caso precedente, quando nella prolazione perfetta si porranno 5 o 6 minime tra due semibrevi, la prima semibreve sarà perfetta
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Zarlino non fornisce l'esempio di questo secondo caso. Anche in quest'ultime due regole, si è volutamente ignorato il destino delle figure intermedie minori, destino che sarà oggetto di regole descritte più sotto. |
5.2. Riguardo all'imperfezione
Ricordiamo che le figure sono imperfette quando perdono un terzo del loro valore, ovvero una breve imperfetta vale due semibrevi anziché tre, e una semibreve imperfetta vale due minime anziché tre.
Vediamo ora le regole secondo le quali la breve e la semibreve perdono la loro perfezione, diventando imperfette.
Le note che possono essere perfette, diventano imperfette per posizione, per annerimento o per la presenza del punto di divisione.
QUANDO LA BREVE O LA SEMIBREVE…
8. Sono seguite dalla figura di valore immediatamente inferiore, perdono la loro perfezione
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Zarlino non fornisce alcun esempio che mostri la breve o la semibreve seguite da due note la cui somma dei valori sia rispettivamente una semibreve o una minima. Gaffurio spiega che anche in questi casi la breve e la semibreve perdono la loro perfezione, come vediamo nell'esempio sottostante |
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9. Sono seguite dalla pausa di valore immediatamente inferiore, perdono la loro perfezione
10. Sono annerite, perdono la loro perfezione
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Si noti che l'ultima figura dell'esempio non è una semiminima, ma una minima annerita, come vedremo parlando in dettaglio delle note annerite. |
11. Sono poste in figurazioni come quelle dell'esempio sottostante – ovvero figurazioni che impiegano il punto di divisione – perdono la loro perfezione
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Il punto di divisione è uno dei quattro tipi di punto dei quali parleremo in dettaglio più sotto. |
12. Sono poste a coppie tra un valore a loro inferiore immediatamente seguito da una pausa dello stesso valore, perdono la loro perfezione
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Questo caso potrebbe essere confuso con quello al numero 5: decisiva è la posizione della pausa. |
5.3. Esercizio sulla perfezione e imperfezione della breve
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ESERCIZIO |
SOLUZIONE |
| Questo duo è desunto – con opportune semplificazioni – dal trattato di Franchino Gaffurio, Practica musicae (Milano 1496). In particolare, esso si trova al capitolo XI «De imperfectionibus figurarum» del secondo libro (le pagine non sono numerate). Per trascriverlo si dovrà tenere conto delle regole anzidette, che fissano la perfezione e l'imperfezione della breve, considerando che il brano è notato in tempo perfetto con prolazione imperfetta. Il tactus vale una semibreve, pertanto ogni misura della nostra trascrizione conterrà una semibreve. |
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5.4. ALTERAZIONE DEI VALORI
L'alterazione è il raddoppio di certi valori provocato da alcune delle regole sopra descritte riguardanti la perfezione e l'imperfezione della breve e della semibreve.
Zarlino non dedica uno specifico capitolo a questo argomento, sebbene le regole relative all'alterazione siano inferibili da quanto egli scrive nei capitoli precedenti.
Ignorando, come abbiamo già fatto in precedenza, la perfezione della massima e della longa, le regole sulla perfezione e imperfezione della breve e della semibreve provocano – in alcuni casi – il raddoppio (alterazione) rispettivamente della semibreve e della minima.
1. Quando due semibrevi sono tra due brevi nel tempo perfetto, la seconda di queste semibrevi sarà alterata
 P = perfetta; 1 = vale una semibreve; 2 = vale 2 semibrevi |
Secondo le regole sulla perfezione della breve, la prima breve è perfetta (vedi regola 4 sulla perfezione della breve). La regola sull'alterazione dei valori ci dice che la seconda delle due semibrevi raddoppia il proprio valore, di modo che la coppia di semibrevi formerà un'unità di perfezione. Lo stesso vale nel secondo caso, dove la prima semibreve è sostituita dalla relativa pausa. Attenzione che nel secondo caso, invertendo l'ordine tra pausa e semibreve, la regola non vale più, perché la pausa è inalterabile. |
2. Quando due minime sono tra due semibrevi nella prolazione perfetta, la seconda di queste minime sarà alterata
 P = perfetta; 1 = vale una semibreve; 2 = vale 2 semibrevi |
Questa regola non differisce nella sostanza dalla precedente. |
Regole accessorie riguardo all'alterazione sono:
- Alterazione significa sempre raddoppio del valore
- Le pause non possono essere alterate e non perdono mai la loro perfezione
- Solo la seconda nota può essere alterata, mai la prima
- Una nota posta davanti a un'altra nota dello stesso valore non può mai essere alterata
- L'alterazione deve sempre generare un gruppo di valori la cui somma è un valore perfetto
- L'alterazione interessa anche le note ligatae
- Un valore annerito non può mai essere alterato
5.5. Punto
Esistono quattro tipi di punto:
- punto di perfezione;
- punto di accrescimento;
- punto di divisione;
- punto di alterazione, ovvero raddoppiamento.
1. Punto di perfezione
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Il punto di perfezione può essere posto solo dopo le figure che possono essere perfette (ovvero la massima, la longa, la breve, la semibreve) quando il segno del tempo preveda la perfezione delle figure interessate. Il punto di perfezione serve a confermare la perfezione della figura nei casi in cui quella nota potrebbe essere resa imperfetta da una delle regole viste sopra. |
2. Punto di accrescimento
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Il punto di accrescimento, a differenza del precedente, aumenta di metà il valore di quelle note che non potrebbero essere rese perfette in alcun modo, sia perché il segno del tempo non lo permette, sia perché il loro (piccolo) valore non potrebbe mai essere reso perfetto. Questo tipo di punto si identifica con il moderno punto di valore. |
3. Punto di divisione
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Il punto di divisione si pone tra due figure dello stesso valore poste tra due a loro maggiori. La sua funzione è quella di annullare le regole sulla perfezione dei valori maggiori e sull'alterazione di quelli minori tra loro compresi. Nell'esempio visto sopra tutte le note sono imperfette e non alterate. Zarlino fa notare come il punto di divisione «non si canta». |
4. Punto di alterazione, ovvero raddoppiamento
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Il punto di alterazione ha la funzione di annullare due regole: la prima è quella relativa alla perfezione della prima figura (cfr. regola 4), che in questo caso è imperfetta; la seconda regola è quella relativa alla seconda e terza figura minore (cfr. regola 12), che ora, a causa della presenza del punto di alterazione, formeranno un'unità perfetta. Si veda la trascrizione moderna dell'esempio. |
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Ecco la trascrizione moderna dell'esempio. |
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