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8. Legature
Le legature o ligaturae sono segni grafici che racchiudono due o più valori musicali posti a diverse altezze.
Il Rinascimento ereditò le legature dai periodi precedenti, e a poco a poco esse, che originalmente erano di tantissime forme, alcune di difficile comprensione, caddero in disuso; purtuttavia, ancora alla fine del XVII secolo le possiamo trovare nelle stampe musicali. Le regole che determinano il valore delle singole note nelle diverse legature sono comandate da:
- La forma della legatura: obliqua e/o costituita da due o più note quadrate.
- La presenza o meno della gamba, che può essere posizionata – assumendo così differenti significati – a destra o a sinistra della nota interessata e rivolta verso l'alto o verso il basso.
- La direzione nella quale procede la melodia, ovvero se una determinata nota della legatura ascende o discende rispetto alla precedente.
- La posizione relativa delle note in legature di tre o più note.
Nelle fonti musicali del Rinascimento, la maggior parte delle legature che si incontrano sono qui sotto notate:

La funzione delle legature è chiara nella musica vocale: esse indicavano un gruppo di note che doveva essere cantato da una stessa sillaba:

Di fatto si incontrano legature anche in musiche prive di testo: in questo caso la loro funzione non è chiara, e comunque esse non influenzano l'esecuzione del brano, non avendo in alcun caso un significato correlabile alle moderne legature di portamento.
Le singole note comprese in una qualsiasi legatura seguono le regole proprie della notazione, ovvero possono essere perfette o imperfette, possono essere fornite di punto di perfezione o di accrescimento, possono essere annerite.
8. 2. Le legature secondo Lampadius
Approfittiamo del soggetto ligaturae per avvicinarci a uno dei tanti trattati rinascimentali e osservare come l'argomento in oggetto viene affrontato. Il trattato di Auctor Lampadius, dal quale ho tratto e tradotto il capitolo dedicato alle legature, si intitola Compendium musices (Mathias Apiarius, Berna 1539):
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Riguardo alle legature
Cos'è una legatura? è la congiunzione di una nota a un'altra. La legatura è formata da note quadrate o oblique.
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Quanti tipi di note sono legate? Quattro specie, ovvero [figure di massima, longa, breve e semibreve].
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Quante di quelle note mutano valore? Tre: longa, breve e semibreve. Infatti la massima non muta valore sia che sia legata che no.
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In che modo, dunque, possiamo capire i valori? Per mezzo della posizione della gamba, che è indizio certo del valore delle note legabili. Infatti la gamba [dal trattatista chiamata «cauda» ovvero coda] posta a sinistra verso l'alto diminuisce il valore della nota, invece posta verso il basso d'ambedue i lati lo aumenta. E questo si chiarirà in seguito.
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Regole delle legature
Riguardo alle note iniziali
I.
Se la prima nota della legatura ha la gamba a sinistra rivolta verso l'alto, vale una semibreve così come la sua contigua [esempio musicale in cui le note che valgono una semibreve, nel caso specifico tutte, sono accompagnate da un trattino o puntino].
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II.
Se la prima nota della legatura ha la gamba a sinistra rivolta verso il basso, vale una breve, ma solo lei [esempio musicale].
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III.
In una legatura di qualsiasi forma, ascendente e con la prima nota senza gamba, la prima nota è una breve
[esempio musicale].
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IV.
Se la prima non ha la gamba e la legatura scende, la prima nota è una longa [esempio musicale come il precedente, in questo caso 4 trattini indicano il valore di una longa].
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V.
Riguardo alle note medie
Tutte le note in mezzo sono brevi, a parte un caso [esempio musicale con l'eccezione distinta da una linea di battuta].
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VI.
Tutte le note tra la prima e l'ultima di una qualsiasi legatura sono note medie [dunque questa regola vale solo per le legature di almeno tre note].
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VII.
Riguardo alle ultime
Se l'ultima nota di una qualsiasi legatura sale, è una breve.
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Fa eccezione la legatura di [due] semibrevi.
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[VIII].
Quando l'ultima nota è quadrata e discende sarà una longa.
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Eccezione [che ancora riguarda la legatura di due brevi. L'ultima legatura dell'esempio dovrebbe essere formata da due longhe comunque].
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IX.
La massima non cambia mai valore quando posta in una legatura, anche a prescindere dalla sua posizione.
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A questo punto, si provi a trascrivere l'esempio fornito da Lampadius in appendice a questo suo capitolo e da noi qui riproposto.
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ORIGINALE |
TRASCRIZIONE |
| Auctor Lampadius, Compendium musices (Mathias Apiarius, Berna 1539): esempio di ligaturae a due voci |
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