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Questo disco in vinile fu prodotto dalla RAI nel 1976, a completamento del volume di Dietrich Kämper, La musica strumentale nel Rinascimento: Studi sulla musica strumentale d'assieme in Italia nel XVI secolo, a cura di Lorenzo Bianconi (ERI, Torino 1976) Questo disco in vinile fu prodotto nel 197? dalla Peter Musik K.G. di Bolzano.
Mainerio, Il primo libro de balli (1578) Esecutori
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Gioite tutti in suoni canti e balli Esecutori
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Questa incisione – prodotta nell'autunno del 1980 dalla Peter Musik K.G. di Bolzano come album doppio in vinile – è stata rimasterizzata su CD nel 1986. Questo compact disc – prodotto nel 1989 dalla Peter Musik K.G. di Bolzano – è l'ultimo disco inciso dall'Ensemble. Il CD ha avuto una seconda edizione acclusa al numero 4 (agosto '93) della rivista Applausi.
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La Musica Strumentale nel Rinascimento – Esecutori

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Maurizio De Paoli: bombarda, dulciana, flauto

Giacomo Nones: viola da gamba, cornamuto diritto

Heidrun Oberegger: flauto diritto, flauto traverso, cromorno

Volker Oberegger: flauto, cromorno

Giorgio Pacchioni: cornetto, flauto, bombarda, viola da gamba, cromorno

Trude Saltuari: voce, ghironda

Giorgio Ulivieri: viola da braccio, pochette

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La Musica Strumentale nel Rinascimento – Contenuto

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  1. Anonimo Sine nomine a 4
  2. Anonimo La Taurina a 3
  3. Anonimo Fantasia a 3
  4. Anonimo Tiente al hora a 4
  5. Eustachio Romano Duo N. 3
  6. Pietro Vinci Il Gambaro con Denaretto a 2
  7. Jacopo Fogliani «L'amor dona ch'io ti porto» a 4
  8. Giovanni Battista Conforti Ricercare N. 5 a 4
  9. Vincenzo Ruffo Il Capriccioso a 3
  10. Anonimo La Gamba a 4
  11. Vincenzo Ruffo La Gamba in Tenor a 3
  12. Vincenzo Ruffo La Gamba in Basso e Soprano a 3
  13. Francesco Bendusi Il Galante a 4
  14. Geminiano Capilupi «Care amorose gradite rose» a 3
  15. Andrea Gabrieli Canzone a 4
  16. Orazio Vecchi Imitazione della villanella a 3
  17. Orazio Vecchi Saltarello detto Trivella a 5
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La Musica Strumentale nel Rinascimento – Presentazione

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Autore

Titolo brano

Fonte

Strumenti impiegati

1. Anonimo

Sine nomine a 4

MS a.F.9.9.

Modena, Biblioteca Estense

flauto traverso B

viola da braccio

dulciana basso

viola da gamba T

2. Anonimo

La Taurina a 3

MS Q16

Bologna, Civico Museo Bibliografico Musicale

viola da braccio

viola da gamba TB

3. Anonimo

Fantasia a 3

MS Panc. 27

Firenze, Biblioteca Nazionale Centrale

flauti diritti ATB

4. Anonimo

«Tiente al hora» a 4

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MS Rés. vm7 676

Parigi, Biblioteca Nazionale

voci SATB

ghironda

flauti diritti SB

bombarda A

viola da braccio

viola da gamba TB

5. Eustachio Romano

Duo N. 3

Musica duorum (Roma 1521)

flauto diritto T

viola da braccio

6. Pietro Vinci

Il Gambaro con Denaretto a 2

Il primo libro della musica a due voce (Venezia 1560)

viola da braccio

viola da gamba TB

dulciana B

percussione

7. Jacopo Fogliani

«L'amor dona ch'io ti porto» a 4

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MS Rés. vm7 676

Parigi, Biblioteca Nazionale

soprano

cromorni STB

bombarda A

viola da braccio

viola da gamba B

8. Giovanni Battista Conforti

Ricercare N. 5 a 4

Il primo libro de ricercari a quattro voci (Roma 1558)

flauti diritti SATB

viola da braccio

viola da gamba T

cornamuto diritto

9. Vincenzo Ruffo

Il Capriccioso a 3

Capricci in musica a tre voci (Milano 1564)

viola da braccio

dulciana B

viola da gamba B

10. Anonimo

La Gamba a 4

MS Royal Add. 59-62

Londra, British Library

pochette

bombarda SA

cromorni TB

percussione

11. Vincenzo Ruffo

La Gamba in Tenor a 3

Capricci in musica a tre voci (Milano 1564)

pochette

flauti diritti AB

flauto traverso

12. Vincenzo Ruffo

La Gamba in Basso e Soprano a 3

Capricci in musica a tre voci (Milano 1564)

viola da braccio

viola da gamba TB

dulciana B

cromorno A

percussione

13. Francesco Bendusi

Il Galante a 4

Opera nova de balli (Venezia 1533)

bombarda A

viola da braccio

viola da gamba B

dulciana B

percussione

14. Geminiano Capilupi

«Care amorose gradite rose» a 3

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Orazio Vecchi e Geminiano Capilupi, Canzonette a tre voci (Venezia 1597)

voce S

viola da braccio

viole da gamba TB

15. Andrea Gabrieli

Canzone a 4

MS MCXXVIII

Verona, Biblioteca Capitolare

cornetto

viola da braccio

flauto traverso T

bombarda A

cromorno T

viole da gamba B

16. Orazio Vecchi

Imitazione della villanella a 3

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Le veglie di Siena (Venezia 1604)

voce S

bombarda S

viola da braccio

viole da gamba TB

17. Orazio Vecchi

Saltarello detto Trivella a 5

Selva di varia ricreatione (Venezia 1590)

flauti diritti AT

viola da braccio

viole da gamba TB

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La Musica Strumentale nel Rinascimento – Recensioni

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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Esecutori

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Ensemble

Andrea Bornstein: flauto, viola da gamba, cromorno

Maurizio De Paoli: bombarda, dulciana, flauto

Heidrun Oberegger: flauto, viola da braccio, cromorno, ghironda

Volker Oberegger: flauto, bombarda, cromorno, ghironda

Giorgio Pacchioni: cornetto, flauto, bombarda, viola da gamba, cromorno, percussioni

Trude Saltuari: percussioni, ghironda

Giorgio Ulivieri: violino, viola da braccio, percussioni

Ospiti

Vincenzo Petrini: trombone

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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Contenuto

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  1. L'Arboscello ballo furlano
  2. La Zanetta Padoana
  3. Caro Ortolano
  4. Tedescha
  5. Pass'e mezzo della Paganina
  6. Tedescha
  7. Gagliarda
  8. Ballo Anglese
  9. Pass'e mezzo antico
  10. La Parma
  11. Putta nera ballo furlano
  12. La Fiamenga
  13. Ballo Millanese
  14. Pass'e mezzo moderno
  15. Schiarazula Marazula
  16. Tedescha
  17. La Biliarda
  18. Ballo Francese
  19. La Lavandara Gagliarda
  20. La Saporita Padovana
  21. Ungarescha
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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Presentazione (a cura di G. Pacchioni)

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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio (Venezia 1578) rappresenta, con autorevolezza, il pur limitato numero di fonti musicali riguardanti la tradizione italiana di musiche da ballo a piu voci del XVI secolo.
Tenendo presente che questa tradizione era, in genere, affidata a gruppi strumentali e vocali girovaghi (all'interno dei quali essa veniva tramandata perlopiu oralmente) appare evidente, nell'editore Gardano e negli altri che operavano nel settore, l'intenzione di conquistare il repertorio da ballo «alla prassi musicale da camera domestica coltivata da dilettanti civili e aulici».1
Si puo infatti ipotizzare che la presente raccolta sia destinata alle esecuzioni di musica da camera degli «Accademici Philarmonici» della città di Parma (ai quali e dedicata l'opera) sottraendola quindi al suo impegno funzionale (il ballo) e trasformandola in qualcosa di simile ad esercitazioni accademiche.
La presente realizzazione discografica intende risalire oltre la destinazione ultima dell'opera, riportandola, per quanto è possibile, ad una ipotetica esecuzione atta al ballo: cio è conseguito in virtù dei tre punti che saranno esposti sotto.

I. La scelta del tactus
Si è fatta particolare attenzione alle indicazioni riguardanti il tempo, rilevando la costante presenza dei due segni C tagliato e «3», il primo utilizzato per danze vere e proprie ed il secondo per i saltarelli da esse derivati. II tempo imperfetto, traversato o alla breve,2 comporta la scansione di una breve ogni tactus o battito, quindi di una semibreve in battere ed una in levare, ambedue composte da due minime. II 3 indica l'avvento della prolazione perfetta,3 la quale agisce sulle semibrevi del precedente C aumentando il numero delle minime contenute da due a tre, senza per questo alterare la durata delle semibrevi.4
Da ciò ne deriva un rapporto di dipendenza tra il ballo e il suo saltarello, avendo ambedue lo stesso tactus.
Abbiamo inoltre creduto opportune mantenere Ie medesime regole anche per le gagliarde presenti nella raccolta, in quanto, da un lato l'indizio del tempo è anche qui sostituito dalla stessa cifra ternaria e dall'altro perché la differenza tra Ie due danze, in Italia, non è molto evidente.5

II. La modalità e la sua funzione espressiva
Le esigenze estetiche del Rinascimento hanno dato luogo alla caratterizzazione di «dodici modi o toni naturali» trasportabili, di norma, una quarta acuta con l'ausillo del bemolle. I dodici modi sono diversificati l'uno dall'altro da:

a) La precisa posizione dei semitoni nella scala del modo o, per essere più precisi, dalla «specie» di diapente (quinta) e diatessaron (quarta) che compongono la suddetta scala;6

b) Dalla frequentazione delle cadenze naturali;7

c) Dalla direzione, ascendente o discendente, delle fughe iniziali del tenor,8 nonché dalla sua estensione;

d) Infine da una capillare differenziazione emotiva e d'uso dovuta in parte ai primi tre punti e dall'uso comune dei più eminenti musici pratici e teorici.

Tutto ciò era al servizio del compositore, il quale, scegliendo il modo nel quale comporre, ne accettava a ragion veduta, anche le implicazioni estetiche e di tradizione che esso conteneva. Per contro, l'esecutore poteva (e può) effettuare un procedimento analogo al compositore, risalendo quindi al riconoscimento del tono e traendone indicazioni utili riguardo le «passioni» espresse dal modo in questione.

IlI. La scelta strumentale
Sebbene considerazioni sulla natura dei modi naturali possano interessare anche la scelta del colore strumentale, è necessario valutare attentamente una infinità di fonti: quali trattati musicali, prefazioni ad edizioni musicali coeve, descrizioni di banchetti, di feste, di matrimoni, di intermedii, fonti iconografiche, lettere accompagnatorie a spedizioni di musica o di strumenti ed altre fonti ancora, a volte insospettabili. Queste notizie pongono l'impegno di combinazioni strumentali «casuali o aleatorie» (da sonarsi con ogni sorte di strumenti) meno probabili di ciò che sia lecito pensare; mentre è evidente che le scelte strumentali seguivano criteri collegati alla tradizione, ad esigenze estetiche, utilitaristiche o visive.

Note
1. D. KÄMPER, La musica strumentale del Rinascimento (Torino 1976), p. 177.
2. L. ZACCONI, Prattica di Musica: Libro primo (Venezia 1592), cap. XXXI.
3. Op. cit.: Libro secondo, cap. XXXI.
4. S. CERRETO, Della prattica musica vocale et strumentale (Napoli 1601), p. 192 e seg.
5. M. PREATORIUS, Syntagma Musicum, vol. IlI (Wolfenbtüttel 1619), p. 24 (citato da Kämper, op. cit., p. 210).
6. G. ZARLINO, Le istitutioni harmoniche (Venezia 1558), Parte quarta, cap. 18.
7. A. BANCHIERI, Cartella musicale (Venezia 1614), p. 72 e seg.
8. O. VECCHI, Regole del contrapunto, copiate da E. Giacobbi (ms. 1630), p. 2 e seg.

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Il primo libro de balli di Giorgio Mainerio – Recensioni

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Annely Zeni, «I balli di Mainerio», L'Adige, 17.11.1981

Angelo Foletto, la Repubblica, 14.01.1982, rubrica «Dischi»

Andrea Bambace, «Giorgio Mainerio rivive a Bolzano», Alto Adige, 16.01.1982

Paolo Pollastri, «I balli rinascimentali del Wolkenstein», Dopoconcerto, aprile 1982

Dino Gatti, Strumenti e Musica, agosto 1982

Angelo Foletto, ?

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Gioite tutti in suoni canti e balli – Esecutori

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Ensemble

Andrea Bornstein: flauto, viola da gamba, cromorno, tromba marina

Maurizio De Paoli: bombarda, dulciana, cromorno

Heidrun Oberegger: flauto, bombarda, viola da braccio, cromorno, ghironda, voce

Volker Oberegger: flauto, bombarda, dulciana, cromorno, ghironda, voce

Trude Saltuari: voce, ghironda

Giorgio Ulivieri: violino, viola da braccio, voce

Ospiti

Maria Broggiato: flauto

Paolo Fanciullacci: cornetto

Mattia Nicolini: voce

Ranieri Paluselli: percussion

Paolo Pollastri: bombarda

Sara Pucciarelli: flauto, viola da gamba

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Gioite tutti in suoni canti e balli – Contenuto

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Augustine Bassano (1521 ca. - 1604)

1. Pavana2 viole da braccio, 2 viole da gamba, dulciana basso

2. Gagliarda4 flauti, dulciana basso

August Nörmiger (1560 ca. - 1613)

3. Danse polonaise4 cromorni

Jan de Lublin (XVI sec.)

4. Danse de Martinflauto, 2 viole da braccio, viola da gamba

Giacomo Bonzanini (XVI - XVII sec.)

5. Gagliarda sesta2 viole da braccio, 2 viole da gamba

6. Gagliarda settima4 flauti

Gian Giacomo Gastoldi (1555 - 1622 ca.)

7. La Sirena5 voci / flauto, 2 viole da braccio, viola da gamba, dulciana basso

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Francisque Caroubel (XVI - XVII sec.)

8. Passameze CCLXXIII 5 flauti

9. Gaillarde CCLXXIV cornetto, violino, bombarda soprano, bombarda contralto, bombarda tenore

10. 5 Gavotteflauto + cornetto + bombarda soprano, 4 cromorni

Peter Philips (1560 - 1628)

11. Galliard Pagget5 flauti

Vincenzo Ruffo (1510 ca. - 1587)

12. La piva3 ghironde, tromba marina

Anonimo italiano del XVI sec.

13. Torza4 cromorni

Hans Leo Hassler (1564 - 1612)

14. «Tantzen und Springen» cornetto + soprano, violino, bombarda contralto, bombarda tenore, dulciana basso

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Michael Praetorius (1571 - 1621)

15. Pavane de Spaigne XXX violino, viola da braccio, 2 viole da gamba

16. Courante CXXI 4 flauti

17. La Bouree XXXII cornetto + violino, bombarda contralto + viola da braccio, dulciana tenore + viola da gamba, dulciana basso + viola da gamba

Orazio Vecchi (1550 - 1605)

18. «Mostrav'in ciel» (tedesca a 5) 5 voci / 2 viole da braccio, 2 viole da gamba, dulciana basso

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Claude Gervaise (XVI sec.)

19. Bransle IX e X bombarda soprano, 2 bombarde contralto, dulciana basso

20. Almandes I e II 2 viole da braccio, 2 viole da gamba

21. Bransle II e III 4 flauti

William Brade (1560 - 1630)

22. Der Satyrn Tanzviolino, cornetto, viola da braccio, 2 viole da gamba

23. Der Pilligrienen Tanz5 flauti

24. Ein schottisch Tanzviolino + flauto, cornetto + flauto, bombarda contralto, dulciana tenore, dulciana basso

Orazio Vecchi (1550 - 1605)

25. «Gioite tutti» (saltarello detto «Il Vecchi») 5 voci / 5 flauti

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Gioite tutti in suoni canti e balli – Presentazione (a cura di A. Bornstein)

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I brani presentati in questa registrazione sono tutte danze scritte in un arco di circa settant'anni tra la seconda metà del XVI sec. e il primo ventennio del XVII. Queste musiche provengono dalle nazioni europee più attive culturalmente nel tardo Rinascimento: Italia, Germania, Inghilterra, Francia, Polonia. Inoltre tre danze rivelano nel titolo rispettivamente la loro origine polacca, spagnola e scozzese, pur essendo state arrangiate e pubblicate da due autori tedeschi (Nörmiger e Praetorius) e uno inglese (Brade).
La pavana (o paduana) è una danza dal ritmo binario lento e dal carattere maestoso, adatta ai balli di corte e diffusa in tutti i paesi d'Europa; nelle coreografie rinascimentali generalmente la pavana era seguita da una danza vivace in tempo ternario, la gagliarda, che in Italia era anche chiamata saltarello. La Torza è probabilmente un tipico saltarello italiano.
Simile alla pavana è il passamezzo per il quale però era prevista un'esecuzione più mossa e conseguentemente meno solenne. Con il termine passamezzo antico si indicava invece un basso dalla struttura ben precisa, in tono minore, che serviva come fondamento per la creazione di brani polifonici, spesso di andamento virtuosistico: questo è il caso della Danse de Martin, scritta originalmente in intavolatura organistica dal maestro polacco Jan de Lublin.
La gavotte, la bourrée, l'almande e la bransle sono tutte danze francesi in ritmo binario e d'andamento più o meno vivace. Anche la courante è di origine francese, ma il suo ritmo è ternario. Tutte queste danze ebbero una grande utilizzazione nella suite strumentale tipica del periodo barocco. Invece quelle da noi presentate conservano ancora la loro funzione pratica di musica per danza.
I balli dell'inglese Brade (attivo quasi esclusivamente in Germania) sono tratti da masque, cioè dagli intrattenimenti teatrali molto di moda nell'Inghilterra del XVI e XVII sec. Questi brani in origine servivano probabilmente a musicare le coreografie degli intermezzi in costume, come si può dedurre dai titoli.
Un discorso a parte va fatto per i brani cantati. Tra quelle da noi sfruttate, la pubblicazione più antica di musiche vocali è la Selva di varia ricreatione di Orazio Vecchi (1590), seguita un anno dopo dalla raccolta di balletti di Gastoldi e infine, un decennio più tardi, dal Lustgarten di Hassler. Il fatto che questi brani vocali siano stati concepiti anche per il ballo è dimostrato da alcuni elementi: dell'Aria a 4, «So ben mi c'ha bon tempo», tratta dalla medesima opera di Vecchi, esiste una versione coreografica nell'opera Le gratie d'Amore (1602) del maestro di ballo milanese Cesare Negri; inoltre nel frontespizio della famosissima raccolta di Gastoldi le musiche sono specialmente previste «per cantare sonare et ballare». La stessa prescrizione dovrà valere anche per il balletto di Hassler, che è una delle tante imitazioni dei balletti di Gastoldi fiorite in tutta Europa a cavallo tra XVI e XVII secolo. Il tedesco addirittura utilizza in alcuni brani del suo Lustgarten le stesse linee melodiche di certi balletti dell'italiano; tipico è poi l'analogo ricorso nel testo alle sillabe «Fa la la».
Nel balletto La sirena le diminuzioni della parte del soprano eseguite dal flauto sono tratte dalla raccolta di variazioni Der Fluyten Lust-Hof, pubblicate ad Amsterdam nel 1646 dall'olandese Jacob van Eyck.